5 ottimi motivi per fare il digiuno intermittente 16:8

5 ottimi motivi per fare il digiuno intermittente 16:8

Cos’è il digiuno intermittente 16/8?

Per   digiuno intermittente 16/8 ore si intende uno stile alimentare in cui   ogni giorno la finestra di tempo in cui si può mangiare è di 8 ore e viene seguita da un digiuno di 16 ore (anche se 16 ore sembrano un tempo lungo, questo include il tempo trascorso a dormire!!).

  • Per esempio si può fare colazione un po’ piu tardi ( alle 10.00) , poi fare una pranzo leggero e finire di cenare per le 18.00. Questo è sicuramente il metodo più efficace per dimagrire perché rispetta di più i ritmi circadiani, ma non è molto compatibile con lo stile di vita di molti!
  • Ma molto più comodo e pratico, perché permette di mantenere la cena e quindi anche compatibile con la vita social , è il metodo in cui si  saltano la colazione e lo spuntino della mattina, si pranza alle 13.00 e si cena entro le 21.00.

Nelle 8 ore della finestra ALIMENTARE (negli esempi dalle 10.00 alle 18.00 o dalle 13.00 alle 21.00) si può mangiare tendenzialmente qualunque cosa anche se si è visto che se si vuole avere un effetto dimagrante è meglio abbinare un’alimentazione LOW CARB O KETO-STYLE (quindi sostanzialmente con un basso contenuto di carboidrati, evitando gli zuccheri semplici)

Durante le 16 ore di digiuno (in questo esempio dalle 20.00 alle 12.00 del giorno successivo) si devono evitare totalmente i cibi solidi.

Allo stesso tempo, durante le ore del digiuno, è consigliato bere molti liquidi: acqua, in primo luogo, ma anche thè, tisane e caffè senza zucchero.

Quali sono i 5 benefici del digiuno 16.8?

  1. È quasi ovvio che uno degli immediati benefici del digiuno intermittentesia la riduzione del peso, perché aiuta ad entrare in uno stato di “CHETOSI” portando l’organismo a bruciare le proprie scorte di grasso come principale fonte energetica.

 

  1. Attivazione dell’ AUTOFAGIA, importante meccanismo di “pulizia” cellulare alla base della salutee della longevità.
  1. Ci sono stati studi che affermano si possa avere più energia e lucidità mentale quando si segue una dieta di tipo 16:8.
  1. Con un protocollo di digiuno di 16-8 ore, i processi metabolici attingono il loro combustibile dal grasso viscerale, senza intaccare le proteine e, dunque, senza ridurre la massa muscolare.

 

  1. La qualità del microbiota intestinale migliora notevolmente poiché l’intestino non è continuamente impiegato nei processi digestivi, quindi si riducono i fenomeni di disbiosi, meteorismo, dispepsia ecc.

Ma non finisce qui!!

Svariate ricerche scientifiche sul digiuno hanno mostrato come questo modello alimentare di digiuno intermittente 16/8 possa avere effetti “benefici” per la nostra salute, oltre ad aiutarci a dimagrire.

Sembra infatti che digiunare per 16 ore abbia i seguenti effetti metabolici:

  • Protezione di danni legati all’ invecchiamento;
  • Riduzione dei livelli di glucosio e insulina nel sangue;
  • Maggiore resistenza dei tessuti nervosi ai danni derivanti da stress;
  • Miglioramento del profilo lipidico del sangue;
  • Riduzione del colesterolo LDL, ovvero il “colesterolo cattivo”, e mantenimento elevato del colesterolo “buono” HDL;
  • Diminuzione dei trigliceridi;

Tutto questo comporta una notevole riduzione di tutti quei fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, ma anche di patologie metaboliche e insulino – resistenza.

Come agisce il digiuno intermittente?

Durante i periodi di digiuno l’organismo cambia il modo in cui produce energia, passando dall’impiego di zuccheri alla conversione di acidi grassi in corpi chetonici che diventano così il carburante principale per la maggior parte degli organi, cervello incluso.

L’interruttore metabolico (o switch metabolico) può essere definito come la capacità del corpo umano di cambiare repentinamente la fonte energetica primaria.

In pratica, è come se nel nostro organismo fosse presente una sorta di interruttore on/off che decide in un determinato momento quale substrato energetico utilizzare prevalentemente: glucosio o acidi grassi.

L’interruttore metabolico si attiva tra le 12 e 36 ore dall’astensione del consumo di cibo, a seconda del livello di glicogeno epatico iniziale e in base al dispendio energetico del soggetto durante la fase di digiuno.

Quando il glicogeno epatico si esaurisce, l’interruttore metabolico si capovolge e la fonte primaria di energia si sposta dal glucosio agli acidi grassi liberi (FFA) e al glicerolo, derivati da lipolisi.

Questi FFA vengono trasportati negli epatociti dove vengono metabolizzati, producendo chetoni ( processo chiamato CHETOSINTESI)

Durante le fasi di digiuno prolungato o di lunghi periodi di sforzo fisico, il substrato preferenziale sia per le cellule cerebrali che per quelle muscolari e cardiache, sembrerebbe essere rappresentato dai chetoni derivati da acidi grassi (processo chiamato CHETOLISI)

Immagine modif. da G F Cahill Jr –  R L Veech D W Foster O E Owen K G Alberti

Dunque, quando l’interruttore metabolico si capovolge, la fonte di energia primaria passa dal glucosio agli FFA e ai chetoni, essenziali nel preservare la massa muscolare.

Un percorso di digiuno intermittente rappresenta uno strumento dalle molte potenzialità per la salute generale, non solo in ottica di riduzione del peso corporeo.

Tuttavia consiglio sempre di affrontare questo protocollo seguiti scrupolosamente dall’assistenza di un professionista competente ed esperto di nutrizione, che saprà guidare al meglio passo dopo passo.

 

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